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 Qualcosa sui colori Riduci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I colori sono costituiti da pigmenti colorati finemente macinati e mescolati con un medium ed un diluente in modo da formare un composto di consistenza morbida.

I pigmenti: la gamma dei colori di cui può disporre chi dipinge, oggi è notevolmente arricchita ed ha subìto, nei secoli, enormi miglioramenti.

I progressi più notevoli si sono avuti nel XIII e nel XIX secolo. La tavolozza degli uomini che dipinsero nelle caverne (Lascaux - Francia 14.000 a.C. ) si limitava ai colori: nero, bianco, giallo e bruno ottenuti dal legno bruciato, dal gesso, dalle ossa e dalle terre colorate.

Gli egizi dell'età del bronzo con strumenti di metallo riducevano in polvere i minerali allo stato naturale e formavano impasti per dipingere ( da notare che furono i primi ad adottare come supporti legno e tela già duemila anni prima di Cristo ). Essi crarono il colore bronzo dal solfuro di arsenico, il rosso dal cinabro, il blu dall'azzurrite, il verde dalla malachite ed il giallo dall'orpimento. Scoprirono anche che alcuni minerali cambiavano colore se riscaldati, il blu smalto ed il bianco di piombo derivavano dall'industria ceramica e furono così i primi pigmenti inorganici artificiali. Questi due colori non esistono più anche se il bianco di piombo venne usato al posto del gesso fino ai primi del 1800 quando si scoprì  il bianco di zinco e più tardi il bianco di titanio ( 1915 circa ).

 

 

 

I romani ottennero il porpora dal buccino e l'indaco da una famiglia di piante, ma non contribuirono alla ricchezza della tavolozza; tuttavia scoprirono il pigmento verdazzurro noto come verde-rame  (dall'ossidazione del rame stesso). Nel XIII secolo la tavolozza si accrebbe per merito di artigiani di altri campi che crearono e trovarono tinture e colori luminosi (vedi tintori e vetrai in primis).

Gli arabi introdussero due grandi colori: il vermiglione ed il blu oltremare, rispettivamente dal solfuro di mercurio e dai lapislazzuli. Molti dipinti del medioevo debbono a questi colori la loro ricchezza. Il blu di Prussia fu scoperto da un tintore tedesco nel 1700 circa; da quel momento pochissimi, se non inesistenti furono i mutamenti fino al XIX secolo.

Da quel momento le industrie chimiche e della tintura cominciarono la loro espansione e con esse i colori conobbero una grande varietà di gamme.

In quel secolo divenne d'uso comune il giallo cadmio, il giallo cromo, il blu oltremare (fu ottenuto chimicamente) poi il cobalto  (blu, giallo, verde) questi mescolati al blu di Prussia accrebbero notevolmente la gamma dei verdi, il violetto arrivò invece dal catrame di carbone fossile, e via dicendo.

 

Oggi solo pochi artisti si fanno i colori: pochi costruiscono le mestiche; oggi è tutto già fatto, tutto già pronto.

Si deve ricordare però, che c' è sempre quello che dovremmo chiamare scontro di qualità tra i colori chimici e i colori naturali e difatti un buon pittore sa usare questo scontro a suo beneficio soprattutto in acquarello dove il legante è la colla arabica (nella maggior parte dei casi) e la glicerina che, sciogliendosi con l'acqua lascia il pigmento libero nei movimenti ed allora su un colore come può essere il rosso od il blu (chimicamente preparato) un colore come terra o ocra si sgrana creando effetti fantastici (se controllati).

Si può ottenere con l'esperienza un caleidoscopio di colori. 

IMPORTANTE: come dicevano i vecchi Artisti ,per diventare buoni Pittori esistono tre regole essenziali: "lavoro,lavoro,lavoro."

 

 


  
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